BREVE STORIA DI TAORMINA
L'isola delle molteplici culture
La Sicilia, l'isola più grande del Mediterraneo, già prima dell'antichità crocevia delle rotte marittime di audaci esploratori e conquistatori, è sempre stata un crogiolo di culture e lo è rimasta fino ad oggi. In questo contesto, Taormina, con la sua posizione protetta sopra la baia di Giardini Naxos, ha da sempre svolto un ruolo centrale.
Mentre nel corso dei millenni e dei secoli Sicani, Elimi, Siculi, Cretesi, Micenei, Ciprioti, Fenici, Cartaginesi, Greci, Romani, Vandali, Goti, Bizantini, Arabi, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Spagnoli, Sabaudi, Austriaci e Borboni hanno lasciato i loro tesori culturali e le loro varie tracce artistiche, linguistiche e anche gastronomiche in tutta Sicilia, oggi i viaggiatori di tutto il mondo si incontrano sull’isola al centro del Mediterraneo.
Il fascino della Sicilia e di Taormina deriva in gran parte proprio da questo passato multiculturale, e continua a vivere nel turismo internazionale.
Per comprenderlo meglio, basta immergersi nel variegato passato di Taormina, qui sintetizzato da uno studioso di architettura e storia della Sicilia, il taorminese Eddy Tronchet-Bonaventura.

Breve storia di Taormina
ETÀ PREISTORICA
L’età preistorica in Sicilia è di grandissimo interesse grazie ad una successione di culture e gruppi etnici sin dal Paleolitico(1). Riscontrabile in diverse grotte il territorio taorminese è stato insediato sin dal Paleolitico superiore fino all’età dei metalli. I ritrovamenti di ceramica, di manufatti di selce e di resti faunistici confermano la presenza umana durante il Paleolitico superiore e il Neolitico.
All’età del rame deve farsi risalire la cosiddetta Grotta dei Monaci(2), ricca di ceramiche delle facies di Piano Conte, di Serraferlicchio, di Malpasso-Piano Quartara e di S. Ippolito(3). Oggetti di terracotta riferibili all’età del bronzo rinvenuti sottacqua nella baia di San Nicola(4) e diverse àncore di pietra, del tipo “weight anchors”(5) di Isola Bella, lasciano intendere un’intensa attività commerciale via mare che interessava le rotte marittime in provenienza da Creta, dal mondo egeo e da Cipro. Una punta di lancia in bronzo, alcune asce di bronzo e strumenti litici attestano la frequentazione nell’età dei metalli dell’intero territorio taorminese.
Infine le 50 tombe della necropoli di Cocolonazzo di Mola scavate nella roccia, testimoniano la presenza di genti in età protostorica quando i Greci fondavano le megalopoli siceliote.
ETÀ ELLENICA
Molti manufatti di terracotta attestano una frequentazione di Taormina anche nei secoli antecedenti la fondazione ufficiale della polis greca. Le fonti storiche appaiono insufficienti per collocare la data precisa di fondazione della greca Tauromenion, tuttavia sembra verificarsi dopo la distruzione di Naxos ad opera del tiranno Dionisio il Vecchio nel 403 a.C. E’ verosimile immaginare un accordo politico tra Siculi che già risiedevano sul Tauro e i nuovi Greci sullo scorcio del V sec.a.C.(6) Taormina si abbellì di sontuosi monumenti greci come il Teatro dalla vista impareggiabile, il secondo più grande della Sicilia e tra i più belli del mondo greco. Spesso sorprende la sintonia eruttiva tra l’Etna e gli spettacoli moderni del Teatro di Taormina.
I resti di antichi templi, di stoai greche e di quartieri residenziali presupponevano una capillare organizzazione politica e amministrativa che ci è dato conoscere grazie alle numerose iscrizioni lapidee in greco antico rinvenute nel corso dei secoli. Si tratta di documenti contabili, di rendiconti finanziari, in cui sono elencati i magistrati annuali e l’elenco dei ginnasiarchi.
La storia greca di Taormina ricorda soprattutto Andromaco che raccolse gli esuli di Naxos e lo spirito di libertà e di accoglienza dei Taorminesi che si manifesterà nuovamente quando Andromaco inviterà a Taormina il condottiero corinzio Timoleonte nella guerra contro i Cartaginesi ed in seguito per la liberazione di Siracusa e della Sicilia dalla tirannide.
Figlio di Andromaco fu il famoso storico taorminese Timeo, al quale sono debitori molti storici a lui posteriori. Spirito libero e democratico tentò di arginare le bramosie di potere del tiranno siracusano Agatocle.
ETÀ ROMANA
All’inizio del III secolo a.C. i Taorminesi aiutarono Pirro Re dell’Epiro nella sua memorabile campagna di Sicilia a partire dalla conquista di Siracusa. Nel III secolo a.C. Taormina fu coinvolta nella prima guerra punica tra Romani e Cartaginesi (264 a.C.-241 a.C.) e la vittoria navale del console romano Gaio Lutazio Catulo segna la fine delle ostilità con Cartagine e la costituzione della prima provincia romana di Sicilia. Taormina mantenne una prosperità senza uguali grazie all’appartenenza della sfera politica del basileus Ierone II. Quando l’illustre matematico siracusano Archimede progettò la gigantesca nave Syrakosia, impiegò alcuni marmi provenienti dalle cave di Taormina(7) . Alla fine della seconda guerra punica Taormina sarà tra le uniche città della Sicilia ad essere considerate “alleata” di Roma, evitando pesanti tasse e contributi(8).
Taormina romana si abbellì di ville sontuose, ricche di affreschi e di mosaici. Molte le statue di marmo o di bronzo nei palazzi aristocratici. Gli architetti e gli ingegneri costruirono acquedotti, terme e cisterne, qualcuna ancora funzionante. Durante il periodo ellenistico, i vini Tauromenitani piantati sulle pendici dell’Etna deliziavano le famiglie e gli ospiti durante i banchetti(9). Giungevano a Taormina anche pregiati vini dalla Grecia con le anfore dell’isola di Rodi come attestano le scoperte archeologiche sottomarine degli ultimi 75 anni(10) nelle acque taorminesi.
Nel 46 a.C. Giulio Cesare diede a Taormina il diritto di municipio latino, una condizione giuridica quasi equivalente alla cittadinanza romana! Durante laguerra civile tra Ottaviano e Sesto Pompeo Taormina fu il teatro del tentativo fallito di Ottaviano Augusto di conquistare la città(11).
Taormina vive il periodo romano imperiale in una condizione di agiatezza economica dimostrata dalle ristrutturazioni del Teatro antico, dal nuovo Odeon e dalle grandi terme di Piazza Badia.
PERIODO BIZANTINO
Dal 440 d.C. al 535 d.C. si susseguono i Vandali di Genserico, quindi gli Eruli di Odoacre(12) e gli Ostrogoti di Teodorico. I Bizantini (Impero Romano d’Oriente) sbarcarono nel 535 d.C. con l’intento di sconfiggere gli Ostrogoti e di riconquistare la Sicilia. Flavio Bellisario, il grande generale dell’imperatore Giustiniano, espugnò Catania, Siracusa e Palermo(13). Liberò dagli Ostrogoti la Sicilia che per quasi tre secoli sarebbe stata ancora greco-romana. Pertanto anche Taormina diventerà bizantina dal 535 al 902 d.C.
I magnifici gioielli scoperti a Taormina ci parlano di una indubbia prosperità durante il dominio bizantino. (14)Ipotizzabile una prima trasformazione del tempio greco di Iside in chiesa cristiana (Chiesa di San Pancrazio) ad imitazione di altri templi greci come a Siracusa e Agrigento, ristrutturati per divenire luoghi di culto cristiani in età giustinianea (VI sec.A.D.)
Nell’VIII – IX secolo, Taormina di lingua e di rito religioso greci era sempre presente ai concili ecumenici assieme alle più importanti città siciliane. Una spada bizantina,(15) dal sorprendente fodero decorato con 24 padiglioni di bronzo, attesterebbe il naufragio nel periodo in cui le incursioni arabe lungo la costa orientale della Sicilia annunciavano già nell’VIII secolo l’epilogo della presa della città nel 902 d.C. Le truppe aghlabidi guidate da Ibrahim II l’assediarono massacrandone la popolazione e riducendola a schiavitù.
PERIODO ARABO
L’assedio e la sconfitta di Taormina del 902 d.C. segna la fine del periodo bizantino in Sicilia e l’inizio del dominio islamico. Malgrado una strenua resistenza contro l’islamizzazione(16) la città cadde nuovamente nelle mani dei Fatimidi (successori degli Aghlabidi) nel 962 d.C. sotto il califfo Al-Muizz, da cui venne chiamata Almoezia.
Taormina conserva del periodo arabo la necropoli cosiddetta “tombe saracene” (utilizzata dal tardo antico fino al XIV secolo) e la Torre araba con merlatura islamica nucleo del Palazzo Corvaja. L’introduzione in Sicilia di molteplici colture da parte degli Arabi ebbe come effetto un arricchimento nell’agricoltura e nella gastronomia. In ogni locale taorminese si offrono cannoli, cassate, arancini ed altre ricette che traggono la loro origine dalla civiltà araba.
Il tentativo di riconquista bizantina del generale Giorgio Maniace tra il 1038 e il 1040 riuscì a sottrarre Taormina ai musulmani per breve tempo. Tuttavia gli Emiri saraceni a Taormina non diedero segni di sottomissione(17) fino all’arrivo dei Normanni con Ruggero I. Costui conquistò Taormina nell’agosto del 1079 durante un assedio di molti mesi e la messa in opera di 22 torri di legno per bloccare i rifornimenti sia per mare che per terra. Nessuna resistenza fu possibile da parte araba. Nuovamente Taormina segnava una cerniera tra due civiltà che si contendevano l’Italia meridionale.
PERIODO NORMANNO
Al periodo normanno si fanno risalire i più bei palazzi taorminesi in cui si mescolano stili bizantino, arabo e normanno. All’epoca di Re Tancredi (1138-1194) Taormina divenne sede di soggiorno per i principi normanni e luogo di convegno dei sovrani in viaggio per l’Oriente(18). Le fonti raccontano che dopo l’incontro di Tancredi a Messina con Riccardo Cuor di leone e il re di Francia, ricevuta in dono la Spada Excalibur di Re Artù, il re normanno se ne tornò a Taormina.
Enrico VI degli Hohenstaufen sposò a Milano nel 1186 Costanza d’Altavilla, figlia di Re Ruggero II di Sicilia. Quindi s’impadronì del Regno di Sicilia. Alla sua morte gli successe il figlio Federico II, “Stupor Mundi” che affidò la città di Taormina ad un nobile castellano assieme al Castello di Calatabiano. Inoltre il Castel Tauro faceva parte dei castra exempta, amministrati direttamente dall’imperatore, che rivestivano una particolare importanza essendo sottoposti ad uno speciale regime giuridico(19). Pertanto il Castello di Taormina assieme a quelli di Aci e Scaletta controllavano la Via costiera da Messina a Catania confermando lo stretto rapporto con le strade di comunicazioni ed i porti(20). Il Castel Tauro sovrastava sia la Via Valeria, strada principale di Taormina, sia la zona portuale situata nella baia di San Nicola/Spisone.
Taormina fu quindi coinvolta nella rivolta dei Vespri Siciliani contro gli Angioini fino all’arrivo di Pietro III d’Aragona nel contesto delle rivalità tra Francia e la Corona d’Aragona. Giacomo II ricevette cinque triremi dai Taorminesi per combattere gli Angioini. Le risorse naturali e agrarie unitamente alla sua posizione strategica rendevano la Sicilia molto appetibile. Pietro III sposerà Costanza, figlia di Manfredi, ultima erede degli Hohenstaufen, matrimonio che gli consentì di rivendicare la Sicilia. Inizia così il belligerante periodo aragonese dal 1282 al 1410.
PERIODO ARAGONESE
Malgrado ciò, la posizione arroccata di Taormina le permise di mantenere una certa agiatezza, dimostrata dai lavori eseguiti nei palazzi di origine normanna ma che nelle loro forme architettoniche sono di epoca successiva, appunto trecentesca. Il Palazzo Corvaja vede la costruzione ad opera di Don Juan De Termes dell’ala adiacente la torre araba. Il Palazzo Duchi di Santo Stefano e il Palazzo Badia Vecchia furono abbelliti da bifore e trifore stilisticamente riconducibili al gotico chiaramontano. Il Duomo di Taormina edificato nel 1330 risente della necessità difensiva ben visibile nei merli dei suoi muri esterni. Diversi palazzi lungo la Via Consolare Valeria e alcuni conventi come il San Domenico vennero progettati e realizzati in questo periodo. Al 1412 risale il Palazzo Ciampoli e nel 1410 il Palazzo Corvaja fu sede di una riunione del Parlamento Siciliano alla presenza della Regina Bianca di Navarra per l’elezione del nuovo Re.
Sin dall’alto medioevo una comunità ebraica fiorente si era insediata a Taormina. Possedeva una Sinagoga, un Mikveh, un cimitero e la toponomastica odierna ricorda ancora il quartiere medievale del Ghetto tra il Duomo, il Convento del San Domenico e Porta Catania.
Tra le conseguenze dell’ascesa dell’Impero Ottomano, nel contesto bellico tra Francesi e Carlo V, vi fu la recrudescenza della pirateria nel Mediterraneo occidentale. Le coste della Sicilia furono oggetto di incursioni barbaresche sin dal XVI secolo. Nel 1539 il sostituto del vicerè rendendo visita a suo padre a Taormina, vide l’arrembaggio della sua galea con l’intero equipaggio. Costoro furono fatti prigionieri e venduti come schiavi nel Nord Africa(21).
DAL 700 ALL'EPOCA CONTEMPORANEA
Il 16 ottobre 1675, i Messinesi assaltarono Taormina con 24 navi, perché fedele al re di Spagna. Nel 1713 Vittorio Amedeo duca di Savoia si recò a Taormina assieme alla consorte Anna d’Orleans, ma Filippo V di Borbone riconquistò la Sicilia e nel 1719 fu combattuta la battaglia di Francavilla tra gli Spagnoli e l’Impero Austriaco. In quei giorni molte navi da guerra costeggiavano il mare taorminese approdando nei suoi porti.
Nell’Ottocento Taormina fu occupata da una divisione dell’esercito nazionale di Sicilia durante la breve esistenza del Regno di Sicilia nel 1848-1849, antecedenti l’unità d’Italia.
A partire dalla metà del ‘700 Taormina si avvia a diventare una delle destinazioni principali del Grand Tour. Personaggi illustri tedeschi, inglesi e francesi vi soggiorneranno rendendola celebre nel mondo intero. I bombardamenti della seconda guerra mondiale lasceranno ferite profonde nel tessuto urbano e sociale(22), rimarginate nel corso dell’immediato dopo guerra in cui i viaggiatori europei ed americani prediligeranno Taormina elevandola a rango di capitale del turismo siciliano. Infine fu scelta come sede del G7 nel 2017 anche grazie alla eccezionale disponibilità alberghiera che fa di Taormina una delle mete più ambite del turismo internazionale.
Eddy Tronchet
NOTE
GALLERY
(1) Sebastiano Tusa, La Sicilia nella Preistoria
(2) Luigi Bernabò Brea, Meligunis Lipara IV, p.682
(3) Dario Barbera, Terrazzi, grotte, cocole e torrenti. Frequentazioni e strategie insediative pre-protostoriche a Taormina (ME)
(4) E.Tronchet Bonaventura, Scoperte nelle acque di Taormina. VI Rassegna arch. Sub. Giardini Naxos. pp. 149-157
(5) Idem, Riserva Naturale Orientata Isola Bella, Arch. Subacquea, pp.163-184 Pangea ed.
(6) Diodoro Siculo cita due fondazioni: una avvenuta nel 396 a.C. e la seconda nel 358 a.C.
(7) Ateneo, Deipnosofisti
(8) Cicerone, Verrine,II,4,50
(9) Plinio il Vecchio, Nat. Hist.,XIV 25 e 66
(10) Tronchet Bonaventura, op. cit.
(11) Appiano, Bellum civile, V 449-65
(12) che aveva deposto l’ultimo imperatore romano Romolo Augusto
(13) Procopio, De Bello Gothico, IV, 14
(14) Paolo Orsi, Sicilia Bizantina
(15) Tronchet Bonaventura, op. cit. datata al periodo 775 d.C. – 830 d.C. sulla base dell’esame al radiocarbonio eseguito a Centro di restauro di Firenze
(16) F.Mauceri, Federico II e la Sicilia, i castelli dell’imperatore
(17) J. Julius Norwich, I Normanni nel Sud
(18) Giuseppe Di Gregorio, Taormina – Le emergenze architettoniche dell’edilizia civile. P.78; Armando Dillon, Interpretazione di Taormina
(19) F. Mauceri, op.cit.
(20) F. Mauceri, op.cit.
(21) Denis Mack Smith, Storia della Sicilia medievale e moderna
(22)

















